
L'architettura
delle borgate rappresenta una notevole testimonianza dello
stile di vita e delle tradizioni della civiltà occitana.
Percorrendo gli antichi sentieri, si possono scoprire i lati
più nascosti, più autentici delle borgate di
montagna: forni, fontane, case signorili ed abitazioni rurali
richiamano alla memoria il trascorrere di una vita all'insegna
del lavoro e della frugalità, ripagata però,
da uno stretto contatto con la natura, splendida e selvaggia.
L'architettura rurale si sviluppa in un ambiente naturale
irto di ostacoli, e quindi racchiude in sé solidità
e durata delle costruzioni, protezione dalle intemperie ed
uso di materiali facilmente reperibili. Il risultato sono
abitazioni all'insegna della praticità aarmoniosamente
fusa al paesaggio che la circonda.
Una delle caratteristiche comuni è la casa a pianta
rettangolare, costruita in pietra e legno con il tetto a media
inclinazione coperto di lastre di ardesia le
lose.
Questo è un tipo di abitazione italica, di origine
probabilmente pre-romana e diffuso un po' ovunque nella penisola.
Il tetto ha normalmente due falde, più raramente una
sola e presenta due tipi di struttura portante: a puntoni
posti lungo la linea di massima pendenza delle falde, o a
travi orizzontali. Il primo, di origine nordica è adatto
nel caso di copertura con
paglia
o
scandole, il secondo sostiene
meglio falde di debole pendenza ed è di carattere mediterraneo.
Negli edifici più semplici la trave di colmo poggia
direttamente sui muri delle facciate
La forma costruttiva di base si è modificata nel corso
dei secoli dando origine ad edifici a più piani e allo
stile più frequente nelle valli: la casa unitaria.
Molto diffusa, soprattutto nella parte alta delle vallate,
la
casa unitaria si sviluppa su
tre livelli: nella parte bassa i locali riservati al ricovero
del bestiame, importante fonte economica, in mezzo la parte
abitativa, in alto i fienili. L'accesso ai fienili è
dato da una passerella in muratura o legno di lato alla costruzione.
Quasi sempre lo spazio riservato alla parte abitativa è
più limitato, questo è dovuto al fatto che l'agricoltura
e l'allevamento erano le attività principali delle
popolazioni di montagna e la durata del periodo estivo era
così limitata che ci si doveva assicurare le scorte
per il bestiame durante il lungo periodo invernale.
Esistono, tuttavia, alcune differenze architettoniche fra
le valli, dovute alle popolazioni che si sono avvicendate
su questi territori e che hanno lasciato tracce delle varie
culture anche nelle costruzioni: ci sono quindi influenze
germaniche, mediterranee, celto-liguri e romane in una sintesi
ideale dell'evoluzione storica del territorio delle Alpi.
La presenza di elementi così diversificati rende difficile
datare molte abitazioni, anche perché era frequente
l'abitudine di utilizzare nelle nuove costruzioni materiali
di reimpiego.
In alcune valli sopravvivono case con tetto in paglia a forte
inclinazione e pareti in paglia sostenute da una struttura
in legno, in altre i muri portanti degli edifici sono costruiti
con tronchi sovrapposti orizzontalmente ad incastro, il cosiddetto
blockbau.
Un altro elemento caratteristico è l'inserimento nella
muratura di un ossatura in legno chiamato
colombage,
presente nell'architettura del Nord - Europa e nelle antiche
abitazioni romane per consolidarne la struttura.
La struttura urbanistica delle borgate è assai complessa:
la parte bassa delle valli è caratterizzata da villaggi
dove piccole costruzioni seguono l'andamento dei sentieri
e occupano ogni spazio disponibile formando dei passaggi coperti.
Nella parte alta, al contrario, spesso la borgata è
formata da grandi costruzioni ben orientate e che paiono isolate.

All'architettura
tradizionale spontanea a pietra viva si affianca quella religiosa
che inserisce l'uso di intonaci, colori, mattoni e decorazioni,
finiture presenti nelle abitazioni solo nelle Valli Maira
e Varaita. Gli spazi nuovi, sia dell'architettura religiosa
che di quella nobiliare, sono i porticati, le scale importanti,
le logge e gli spazi abitativi più grandi. Nel periodo
di massima fioritura della civiltà occitana, tra l'XI
ed il XIII secolo, si è sviluppata una vera e propria
civiltà romanica che, partendo dall'Alvernia, ha influenzato
l'architettura di tutto il meridione francese. Anche in Provenza
dove l'arte classica non è mai venuta meno per la presenza
di molti monumenti romani, il romanico ha visto una grande
diffusione. Il gotico venne introdotto dalla monarchia francese
dopo la Crociata contro i Catari e la definitiva conquista
del territorio di lingua d'oc, ma serberà a lungo l'eredità
romanica. Nelle valli, gli echi dei grandi movimenti artistici
e culturali arrivano a rilento, pertanto il gotico si afferma
tardi e perdura fino al XV secolo. Molti dei monumenti religiosi
che ancora oggi si possono vedere lungo i sentieri hanno origini
molto antiche e sono nati come cappelle aperte che fungevano
anche da sosta e rifugio per i pellegrini; quasi sempre costruiti
dai valligiani con l'utilizzo del materiale del posto, presentano
un'unica navata o tre navatelle ed i campanili a vela, che
sono stati sostituiti un paio di secoli dopo, da campanili
gotici con un'alta cuspide.