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La montagna ha sempre rappresentato, nell'immaginario collettivo, il luogo in cui avvicinarsi alla natura e all'elemento magico ma, le popolazioni che nel corso dei secoli l'hanno vissuta nel quotidiano, hanno scoperto che questa essenza non è solo fonte di libertà, ma anche, e soprattutto, di difficoltà e fatica.
 
Queste frontiere naturali sono state storicamente luogo di passaggio e di rifugio di popolazioni di varie etnie e molte di queste vi si sono stanziate stabilmente, influendo sulla cultura e sulla vita delle popolazioni locali.
 
Le difficoltà del vivere, dovute all'asprezza delle stagioni e alla povertà produttiva della terra, le problematiche comuni e l'approccio filosofico alla vita, hanno reso la gente di montagna un'etnia a parte, in cui la vita quotidiana e l'economia vengono scandite dalle situazioni esterne.
 
Gli abitanti della montagna sono di natura schiva, estremamente diffidenti, ma contemporaneamente uniti e solidali, qualità comuni ai due versanti; nei millenni ne hanno mantenuto vive le tradizioni, a volte trasformandole a causa delle persecuzioni e mantenendo un rapporto con l'imponderabile che li ha resi in grado di accettare, tutto ciò che agli altri appare diverso, come naturale.
 
Le vicissitudini hanno reso le frontiere, per gli abitanti delle valli alpine, più un punto di incontro che non una divisione geografica.
Ancor oggi i vecchi ricordano i commerci con Briancon, che avvenivano in concomitanza della fiera, in cui carovane di sale partivano dalle coste italiane per scambiare la merce con i nastri (bindel) di produzione francese e che sarebbero stati utilizzati per le Feste di Rogazione o i Baio, per festeggiare il ritorno di quel sole tanto importante in queste valli.
Queste valli furono caratterizzate nei secoli dalla permanenza di genti con forti convinzioni religiose: liguri, celti, catari, valdesi, cistencensi, templari, i cui passaggi sono leggibili attraverso i segni lasciati nelle due valli per sempre nelle pietre e sulle case.
 
Purtroppo sono oggi valichi praticati solo da amanti della montagna e si va perderndo l'originale fonte di connessione tra due nazioni.
Negli ultimi anni si sta verificando un processo d'inversione, un ritorno alla montagna, dovuto sia alla crisi dell'industria nella regione piemontese, sia alla maggiore sensibilità nei confronti del recupero delle tradizioni e della naturalità inteso in senso lato: alimentazione biologica, bioarchitettura (l'antico sapere del costruire).
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